QUESTO NOME NON
MI È NUOVO Chi ha la memoria lunga ricorderà senz’altro che il
nome Shiver è legato alla prima moto bicilindrica costruita da
Aprilia, una naked, anche allora ma molto differente da quella
di oggi. Un nome che evidentemente Aprilia teneva nel cassetto
pronto per essere riproposto al momento opportuno. Momento che è
arrivato con questa nuda da 750 cc, con cui la Casa di Noale si
butta a seminar scompiglio nel segmento delle naked di media
cilindrata.
Aprilia Shiver 750

CHE BELLA NUDA! L’interpretazione della nuda di Aprilia, una
volta tanto è da applausi, la Shiver è compatta, ben disegnata,
raffinata, ed estremamente snella nella zona centrale. Spicca
non solo per il design (finalmente sono state abbandonate le
grafiche da cartoon) ma soprattutto per la tecnica utilizzata,
che traccia senz’altro un solco con la concorrenza a quattro e
due cilindri. Il motore bicilindrico a V di 90° se la gioca
quanto a prestazioni con i quattro cilindri tanto è vero che è
accreditato di 95 cv e di una coppia di 81 Nm a soli 7.000 giri,
dati che la dicono lunga sulle doti del propulsore che, oltre ad
avvicinare parecchio le prestazioni assolute di un quattro
cilindri, lo sovrasta come coppia.
Aprilia Shiver 750, foto del
codone

DUE HI TECH Un bicilindrico davvero molto avanzato visto che può
vantare la distribuzione di tipo misto (ingranaggi/catena),
l’alimentazione ad iniezione elettronica e addirittura
l’acceleratore elettronico secondo il sistema Ride by Wire che
per la prima volta entra a far parte della dotazione tecnica di
una naked di media cilindrata. Di contorno la doppia accensione
e la frizione antisaltellamento che completano un carnet tecnico
davvero eccellente, nettamente superiore alla concorrenza.
Aprilia Shiver 750, la nuova
moto di Aprilia

Evoluta anche la ciclistica che sfrutta il family feeling con la
serie delle off road bicilindriche sposando la causa del telaio
a traliccio con piastre laterali in alluminio molto estese.
Spuntano anche una forcella rovesciata da 43 mm non regolabile
ed uno scenografico forcellone di alluminio con capriata di
irrigidimento.
MOLLA È DI FIANCO La scelta dell’ammortizzatore laterale (molto
in voga ultimamente) sarebbe in questo caso dettata
dall’esigenza di avere una moto piuttosto corta di interasse,
(infatti, siamo a 1.449 mm) pur lasciando lo spazio necessario
al passaggio dei collettori diretti al silenziatore sdoppiato
nel sottosella e con due vistose uscite triangolari.
L’ammortizzatore è regolabile nel precarico molla e nel ritorno
idraulico ed è piazzato sul lato destro della moto. Anche la
dotazione è di ottimo livello, Il manubrio biconico in alluminio
molto largo è derivato da quello della Tuono e anche la
strumentazione è quella delle Aprilia grandi con un contagiri
analogico e un display multifunzione a fornire tutti i dati che
servono.